27 feb. 2011

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"A un nuovo anno chiedi di essere migliore del precedente, mentre lo guardi arrivare da dietro il vetro trasparente di un calice pieno di bollicine allegre e lo alzi al cielo, che in quel momento somiglia a un soffitto, in cerca di altri calici per condividere la speranza. E qualcuno, non sai chi, ti ha detto che mentre brindi devi guardare l'altro negli occhi, sennò porta male. Ma per riuscirci accade che sbagli e negli occhi ci guardi, sì, ma intanto manchi il "Cin Cin" e qualche goccia finisce per terra. E va bene così. E se invece per le più varie ragioni sei solo, il brindisi lo fai con te stesso e al nuovo anno chiedi che possa regalarti una voce che chiami proprio il tuo nome, e lo faccia spesso, che ti aspetti la sera per colorare una stanza con la tavolozza del giorno appena trascorso, una voce che si prepari per te e per te possa cercare un modo per farti sorridere, una voce che dica quello che vuoi sentire e non per farti piacere ma perché lo pensa davvero. A un nuovo anno domandi che tra un anno si lasci salutare con affetto e con un grazie per i momenti belli. E che sappia insegnarti la felicità o almeno il modo di saperla riconoscere dentro di te. Perché la felicità non si perde: si nasconde. Resta lì a volte soffocata da mille coperte di paura, dalla polvere della disillusione, ma c'è. Come il sole durante il temporale. E tu sei il vento che allontanerà le nubi. Al nuovo anno quindi chiedi di saper soffiare forte e di credere allo spazio azzurro che si riempirà di raggi luminosi. E gli chiedi pure di saper celebrare la vita anche quando il portafoglio è vuoto, anche quando davanti sembra tutto buio, anche quando sei a terra, anzi sotto, pieno di rabbia e dolore. Perché la vita, come la felicità, è più forte di tutto. Sempre. E il punto di vista non è solo un punto: è una linea continua tracciata da te al mondo e ti permette di ribaltare le cose. La felicità non è una parentesi, un istante, una botta di fortuna. La felicità, come la vita, è un approccio, un modo di essere e pensare, uno stile di vita che non compri, non paghi, non ricicli, non metti in dispensa ma puoi solo vivere. A un anno anno infine chiedi bellezza: che non è armonia di lineamenti e fisico perfetto, è semplicemente essere come sei, esattamente tu, né più né meno. E di non rimpiangere mai ma solo ringraziare per quanto accaduto. Che sia schiaffo o carezza."
(
Federico Moccia)

2 comentarios:

  1. celebrar la vida a pesar de la adversidades!°

    Genial!°

    Saludos!°

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  2. Que bonito texto! :)
    Me ha gustado como te ha quedado, le das un toque... un toque.

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Gracias Laura! :)